Al servizio!

Cari ragazzi,
questo mese abbiamo la fortuna di intervistare una sportiva, Sara Errani: una giovane campionessa di tennis innamorata del "suo" sport!
 
Che sport amate?
Avete mai praticato sport a livello agonistico?
Riuscireste a dedicare tutto il vostro tempo libero solamente allo sport?

 
Se questo argomento vi ha incuriosito, potete dare un’occhiata all’intervista fatta direttamente a Sara.
 
Qui potrete trovare altri contenuti multimediali per conoscere meglio e approfondire il tema del mese:
La pagina di Wikipedia con tutte la carriera e le statistiche di Sara: it.wikipedia.org/wiki/Sara_Errani
Il suo sito personale: www.sara-errani.com
La semifinale vinta al Roland Garros nel 2012: youtu.be/i3c_GsKnTec

 
 
 
 
 

Quando hai iniziato a giocare a tennis? Eri molto piccola?
S: Ciao a tutti ragazzi! Beh sì ero davvero piccola... La prima racchetta da tennis me la mise in mano mio padre all'età di cinque anni! Ho iniziato sui campi tra Massa Lombarda, il paese dove sono cresciuta, e Lugo, sempre nei pressi di Ravenna.
 
E' stato facile conciliare lo sport, lo studio, gli amici? Hai dovuto fare dei sacrifici?
S: Per raggiungere i propri obbiettivi è sempre necessario fare dei sacrifici, questo tenetevelo bene a mente! Il primo grosso sacrificio che ho fatto è stato quello di decidere di fare sul serio. Avevo 14 anni, più o meno la vostra età e mi sono trasferita da sola negli Stati Uniti per seguire il mio allenatore. Poi a 16 mi sono affidata a un nuovo coach, Pablo Lozano e ho seguito anche lui, ma per fortuna un po' più vicino, in Spagna, a Valencia, dove ora vivo. Una scelta coraggiosa. Andar lontano da casa quando sei ancora ragazzina non è mica facile, ma io ho la testa dura e volevo provare fino in fondo a migliorarmi quanto più possibile. Adesso il fare dei sacrifici non mi pesa più, perché penso a quanto sono fortunata a poter fare quello che mi piace. E devo ringraziare per questo soprattutto i miei genitori che mi hanno sempre sostenuta.
 
Quando hai capito che giocare a tennis oltre che una passione poteva diventare anche un “lavoro”?
S: Partire lasciando la mia città e l'Italia è stato un momento decisivo... Ma in un certo senso è stato tutto graduale, è capitato continuando a pretendere da me tutto quello che potevo dare, impegnandomi a diventare sempre più brava attraverso allenamenti molto duri: sia dal punto di vista della preparazione atletica o tattica, che dal punto di vista psicologico. L'autostima è fondamentale, ed è anche una delle cose più importanti che mi ha insegnato il mio allenatore Pablo. Siamo molto legati, tanto che sono anche la madrina di battesimo di suo figlio.
 
Qual è stato il momento della tua carriera in cui hai imparato di più, in cui senti di essere cresciuta come atleta e come donna? E quello più bello ed emozionante?
S: Io sono molto competitiva fin da quando ero molto piccola e quindi prendo ogni singola partita, anzi ogni singola palla come la sfida più importante della vita. Ma se devo scegliere, il momento più significativo è quello in cui ho deciso di fare coppia con Roberta nel doppio.
Giocando insieme a lei non solo ho vinto tanti tornei, ma ho anche trovato una vera amica, e nel mondo del tennis, visto quanto è alta la competizione, è molto difficile che nascano delle vere amicizie! Il momento più bello è stato probabilmente il weekend di quest'anno al Rolland Garros, il torneo di Parigi, uno dei più importanti al mondo. Nel giro di due giorni ho giocato due finali: una nel doppio vinta appunto insieme a Roberta, l'altra nel singolare dove purtroppo ho perso, ma è stato comunque straordinario!
 
Come ti vedi nel futuro, quando non sarai più una tennista professionista?
S: Questo proprio non lo so! Per ora penso a raggiungere dei livelli sempre più alti come tennista, anche perchè ho solo 25 anni e credo di avere ancora qualche anno per esprimermi a ottimi livelli... Se penso anche solo alla differenza tra la Sara attuale e quella di poco tempo fa... Prima non avevo fiducia, non avrei mai pensato di poter battere le migliori giocatrici al mondo. Invece è successo... Magari nel futuro ci sarà spazio per l'amore. La vita che faccio in questo momento è troppo movimentata per riuscire ad innamorarsi, ogni weekend sono in un hotel in una parte del mondo diversa... Per ora devo accontentarmi di un amore appassionato per il tennis, non riesco proprio ad immaginarmi una vita senza di “lui”!